Quello che si diceva sul floor

La marcia indietro repentina del Governo sul deficit/Pil previsto in manovra ha dato il via a pesanti ricoperture di posizioni short su azionario e bond. Per ora si tratta solo di ricoperture e non di nuovi acquisti come si vede dalla differenza tra scambi sui futures e scambi sul mercato cash. Sul Btp future i volumi sono quadruplicati mentre, sui Btp cash, i volumi sono rimasti sui livelli di venerdì scorso, lo stesso dicasi sull’azionario di Milano.

Chiaramente qui chi era short si è fatto molto male ed è la prima volta da diversi mesi a questa parte, se la riduzione del deficit/Pil dovesse essere confermata e l’UE dovesse rinunciare alla procedura di infrazione, il  mercato italiano avrebbe spazio per un ulteriore 10% di rialzo dai livelli attuali con target sopra 21000 punti pari ai livelli di Luglio e con lo spread Btp/Bund di nuovo in area 220/240.

Vale la pena ricordare che la correlazione con Dax ed SP500 rimane di centrale importanza, come scritto la scorsa settimana il FtseMib non seguiva più al ribasso il Btp, ma il Dax e l’SP500 . Diventa quindi fondamentale che USA e Germania smettano di scendere per poter continuare il rimbalzo verso quota 20000 e 21000.

D’altra parte il crollo del petrolio a 50 usd dovrebbe rendere le banche centrali meno ansiose di rialzare i tassi di interesse, favorendo pertanto un relief rally anche sugli altri mercati azionari.

Paradossalmente l’azionario Italia ed i Btp diventano gli assett con miglior rapporto rischio/rendimento nel caso la manovra sia corretta (come oggi sembra).

Sia in termini di P/E sia in termini di prezzo su patrimonio , l’azionario Italia ha uno sconto di circa il 14% rispetto ai corrispondenti titoli europei.

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