Idee previsioni ed asset allocation? Eccole!

Il 2019 inizia con un profit warning di Apple che trascina al ribasso i future americani nella sessione notturna di oggi e fa perdere al comparto oltre il 6%; che le vendite di Apple siano in calo da diversi mesi è noto a tutti ed è visibile anche negli store dove non ci sono più da anni le file per accaparrarsi l’ultimo modello di Iphone o Ipad.

Il mercato si era già preparato da settimane come si vede dal prezzo del titolo che già aveva perso il 30% da Ottobre.

Il comparto tecnologico non riesce più ad attrarre nuovi consumatori su hardware e software a causa di una tecnologìa già pienamente soddisfacente nelle versioni anche meno avanzate. L’unica domanda rimane sui servizi cloud e di contenuti sui quali peraltro Apple rimane forte , per questo riteniamo che il profit warning di Apple sia più che altro un atto dovuto e limitato al calo di vendite degli Iphone.

Certamente la news rinforza chi crede in una recessione già nel 2019 ma noi siamo di diverso avviso. Vediamo perché:

  • Il pubblico e tutti i commentatori sono iper negativi . Invogliati dalle performance del 2017 gli investitori privati si sono “buttati” sull’azionario nel 2018 con un ottimismo record. Oggi siamo completamente all’opposto. La stampa generalista naturalmente cavalca il pessimismo ma dimentica che sui mercati il sentiment va sempre confrontato alla situazione dei prezzi e dei multipli. Ad oggi il P/E ed i dividendi attesi futuri delle aziende quotate sono già sceso del 30% e scontano una recessione che nei numeri deve ancora avvenire. Certamente vi sarà un rallentamento, ma considerato quanto scontano i prezzi oggi riteniamo che il mercato sia andato molto oltre e sia pronto per un rimbalzo alle prime notizie di stabilità dei dati macro.
  • L’Eurostoxx è diventato l’indice più conveniente tra i mercati principali. Complice la debacle tedesca, oggi il dividend yield atteso a 1 anno è pari al 3,89% (dividendo future su dicembre 2019 su valore future eurostoxx 2019). Il canale discendente che ne regola il calo da ottobre è ancora valido ma ci attendiamo un ritorno nella parte alta del canale.
  • Il petrolio ha guidato gran parte dei ribassi  a Wall Street ma pare aver trovato una base a 45 usd sul WTI e 52 USD sul Brent. Inoltre il forte calo del costo dell’energia è comunque una buona notizia per i consumatori e le aziende che vedranno più soldi disponibili per spese ed investimenti. Riteniamo che il Brent andrà a testare l’area di resistenza 58/60 nel breve mentre il WTi tornerà sopra 50 usd.
  • Il Btp è tornato sui massimi di Luglio 2018 e se è vero che questi costituiscono una resistenza che a nostro avviso lo respingerà al ribasso, è anche vero che la chiusura al 31/12 vedrà i bilanci delle banche italiane in netto miglioramento sulla componente bond governativi.
  • L’oro quotato in euro è su una resistenza già affrontata lo scorso anno pari a 1130 euro l’oncia. Siamo stati rialzisti sull’oro per tutto il 2018 ed alla fine il rialzo c’è stato , tuttavia adesso riteniamo che i prezzi in euro dovrebbero correggere non tanto per un calo del Prezzo in dollari quanto perchè l’euro ha un grafico potenzialmente rialzista .
  • Il cambio euro dollaro è ingabbiato tra 1,12 e 1,15, noi riteniamo che l’unico modo per sostenere l’azionario americano (Sp500) sia svalutare gradualmente il dollaro. In passato gli USA hanno già intrapreso azioni di questo genere per rinvigorire l’export e rendere più appetibile per gli stranieri l’acquisto di asset finanziari americani. Ci attendiamo pertanto un ritorno dell’euro dollaro verso quota 1,17/1,20 nel primo semestre.
  • Naturale conseguenza dovrà essere un brusco stop al rialzo dei tassi da parte delle banche centrali. Sarà proprio la Fed ad innescare il calo del dollaro decretanto la tregua sul fronte tassi. Peraltro questo è già scontato dal mercato forward. I future sull’inflazione attesa a 5 anni (fonte Bloomberg) sono ben al di sotto dei livelli ipotizzati dalla Fed.

 

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