Diamo il benvenuto al nostro nuovo redattore: Mr. Screener

Avevamo anticipato grandi novità per il 2019 e visto che ci piace tenere fede alle nostre promesse, abbiamo il piace e l'onore di presentarvi un nostro nuovo collaboratore indipendente, nonché responsabile della nuova rubica: Mr. Screener.

Operatore istiuzionale di lungo corso, ha deciso di collaborare con noi e per questo non possiamo che esserne fieri! Ringraziamo quindi il nostro nuovo collaboratore per le preziose analisi che ci potrà fornire, ma ora basta presentazioni, ecco a voi Mr. Screener:

THE SCREENER MAN

Ho un brutto vizio: sono tremendamente attratto dagli “screener”, ovvero da quei provider di dati finanziari che danno la possibilità di cercare e filtrare le azioni di aziende secondo parametri di bilancio predefiniti (ad es. p/e, utili in crescita, debiti in calo, etc. ...).

Lo so, “noi value investors (!)” dobbiamo leggere i bilanci, e da lì farci un'idea per capire ad es. se l'azienda è sana, se il settore in cui opera è ciclico, se l'azienda ha o meno un vantaggio competitivo in grado di difendersi dalla concorrenza, …, se, infine, il valore che idealmente sarebbe disposto a pagare un investitore strategico è più basso o più alto del valore a cui scambia l'azienda in borsa.

Ma, diamine, visto che abbiamo questi dati a disposizione, perché non usarli per avere un universo investibile che abbia delle caratteristiche che riteniamo attraenti e da lì partire alla ricerca delle azioni con le migliori prospettive? In fondo, rispetto al primo Warren Buffett (leggere qui ad es. https://www.gurufocus.com/forum/read.php?1,32885) che consultava centinaia di pagine dei manuali Moody's alla ricerca delle azioni che avevano il più alto valore di utili per azione rispetto al prezzo, gli ‘screener’ sono di fatto la versione più aggiornata e raffinata di quel metodo.

L’obiettivo di questa nuova rubrica sarà quindi quello di arrivare ad analizzare, di volta in volta:

- molto sinteticamente, 4-5 aziende che risulteranno dall’output del nostro screener (prevedendo un fumetto contenente non più dei 280 caratteri previsti da Twitter);

- in maggior dettaglio, un’azienda in particolare. Concentrarsi su un’azienda significherà effettuare quella "due diligence" (che si traduce in circa una pagina, max 500 parole) che si adotta quando ad es. compriamo un immobile da mettere a reddito.

In quei casi, infatti, la valutazione, il più delle volte, ci risulta più immediata perché conosciamo la zona e i prezzi delle transazioni recenti ma anche in quei casi le variabili che dovremmo prendere in considerazione sono svariate: la posizione dell'immobile, le condizioni dell'immobile, le condizioni del condominio, il prezzo al metro quadro, l’orizzonte temporale dell’investimento, e i più sofisticati proveranno a stimare i flussi di cassa attesi, le alternative d’investimento fino addirittura all’exit cap rate (https://www.investopedia.com/terms/t/terminal-capitalization-rate.asp) …

Noi cercheremo in poche parole e in maniera semplice di riassumere le qualità dell’azienda (se ci sono) e interpolare un minimo le valutazioni contestualizzandole al settore e al mercato.

Vi avviso: sembrerà (spero) semplice ma non sarà facile!

Quali sono i rischi di un approccio basato sugli screener: 

a) una volta erano in pochi ad avere questi strumenti ed era verosimilmente più facile ottenere discreti risultati per chi ne avesse avuto la disponibilità. Oggi ha senso usarli ancora dato che tutti potenzialmente possono accedere a queste informazioni? Sono strumenti diventati obsoleti e quindi inutili?

b) è assolutamente arbitrario partire dall’alto e filtrare in basso dato che ogni azienda è una storia a sé: cosa ci perdiamo.

c) dare troppo peso al passato: il rischio è elevato che il tono della descrizione possa essere inficiato dai dati di crescita (o assenza di crescita) passata.

d) “garbage in, garbage out”: se uno o più dati non sono giusti o non sono aggiornati rischiamo di dare giudizi non coerenti.

Come ovviare: per quanto riguarda il punto a) sarà sufficiente non prendere come oro colato le informazioni, verificarle (“trust but verify”) e accettarne l’output per quello che è: un buon punto di partenza per cercare di … pescare in acque più ricche di pesci: sono sicuro che anche un giovane Warren (Buffett), trasportato ad oggi, li userebbe!

Per quanto riguarda gli altri rischi, cercheremo di descrivere in maniera generale il business delle aziende, lo scopo della rubrica sarà di pura cultura finanziaria, il fine è accrescere il nostro bagaglio di conoscenze il più possibile e, per quanto riguarda il nostro giudizio, che non sarà mai netto, cercheremo di non farci influenzare troppo dal recente passato.

Ecco i parametri di che tratteremo nella prossima puntata di Mr. Screener.

Vincolo sulle vendite passate:
-- prendiamo le vendite degli ultimi 12 mesi e vogliamo che queste, in ogni trimestre, siano superiori a quelle dell’anno precedente (questo per fare confronti omogenei ed evitare la stagionalità di alcuni settori, come il retail, dove ad es. Amazon vede concentrarsi più di 1/3 delle vendite nel trimestre settembre-dicembre a ridosso di Natale);

-- ripetiamo la condizione ogni trimestre fino a 7 anni indietro (quindi l'ultimo vincolo sarà le vendite di 28 trimestri fa che devono essere superiori alle vendite di 12 mesi di 32 mesi fa);

Vincolo sulle fonti di finanziamento:

-- vincolo sul numero delle azioni: il numero delle azioni oggi non deve essere superiore al numero delle azioni in circolazione 32 mesi fa (quindi in 8 anni l'azienda non ha effettuato aumenti di capitale)

-- il debito netto (debito a breve + lunto termine - cassa) di oggi non deve essere superiore al debito netto di 8 anni prima.

Vediamo chi passerà questo test. Mi raccomando: ricordatemi di non dare per scontato che quelli che hanno passato questo test riescano in futuro a bissare questi risultati!

Mr. Screener.

 

 

 

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